U18 Silver - risultati e commenti 18 - 20 maggio 2018
Lunedì 21 Maggio 2018 21:00
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Campionato Regionale UNDER 18 Silver - Fase REGIONALE - Girone A

CAMPIONATO REGIONALE UNDER 18 “SILVER”

Fase Regionale  –  Girone “A”  –  2a giornata

Venerdì  18-05-2018 – Palasport “Guido Barbazza” – San Donà di Piave (VE) 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET – ASD VERONA BASKET  64 – 36 

1° quarto 18–5 / 2° quarto 31–17 (13-12)

3° quarto 53–24 (22-7) / 4° quarto 64–36 (11-12)

Note:

-          Usciti x 5 falli: Vella (Verona)

-          Tiri Liberi: JSDB 13 su 27 = 48,15 % –  Verona 10 su 26 = 38,46 %

-          Tiri da 3p: JSDB 10  –  Verona 2

-          Falli: JSDB 26 – Favaro 21

-          Arbitri: Granzotto C. e Tecchiati L. di San Donà di Piave 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET

Diral 26, Biancotto L. n.e., Midena 8, Bergamo 3, Biancotto M. n.e., Sartori 6, Biancotto E. 4, Bisiol  1, Es Sahhal -, Peretti 3, Marian 3, Dalla Vecchia 8,
Allenatore: Epis Jacopo - Vice-allenatore: Bergamo Tiziano 

ASD VERONA BASKET

Rossignolo 7, Lodato -, Ravagnan 4, Rossi 4, Settembri -, Piontnahri -, Saipresi -, Gnesato  3, Piazza 3, Vella 1, Demas 12, Dudine 2,
Allenatore: Palumbo Davide

Jsdb Este 1 

Fase Regionale  –  Girone “A”  –  3a giornata

Domenica  20-05-2018 – Palasport “Guido Barbazza” – San Donà di Piave (VE) 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET – ASD REDENTORE ESTE  46 – 45 

1° quarto 10–9 / 2° quarto 19–22 (9-13)

3° quarto 32–31 (13-9) / 4° quarto 46–45 (14-14)

Note:

-          Usciti x 5 falli: Lazzari (Este)

-          Tiri Liberi: JSDB 13 su 27 = 48,15 % –  Este 2 su 11 = 18,18 %

-          Tiri da 3p: JSDB 5  –  Este 9

-          Falli: JSDB 20 – Este 25

-          Arbitri: Vitale C. e Vitale N. di Quarto d’Altino 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET
Diral 21, Biancotto L. n.e., Midena 10, Bergamo -, Biancotto M. n.e., Sartori 3, Biancotto E. 2, Bisiol  3, Es Sahhal -, Peretti 2, Marian 1, Dalla Vecchia 5
Allenatore: Epis Jacopo - Vice-allenatore: Bergamo Tiziano 

ASD REDENTORE ESTE
Sacerdoti 7, Guarini 8, Resente 18, Lazzari -, Ion 2, Moro 10, Terzo -, Mion n.e., Costantin n.e., Dirignani -,
Allenatore: Bau Fabio 

Jsdb Este 2 

IL SAN DONA’ SI QUALIFICA PER LA FINAL FOUR VENETO-TRENTINO

Lo sport che tanto amiamo si chiama “pallacanestro”, si corre, si salta, si fatica, si elaborano tattiche, si usano una e mille astuzie, si compiono riti scaramantici, ma alla fine conta sempre e solo un’unica cosa: mettere la palla dentro il cesto. Non è così facile come sembrerebbe, perché quando giochi la tua partita ci sono regole da rispettare, avversari da superare, spettatori che sbraitano per minare la tua concentrazione, arbitri che giudicano il tuo operato, ma lo scopo resta sempre quello: riuscire a mettere la palla nel cesto, ed….almeno una volta in più dei tuoi avversari !

Un buon coach sa che non ci sono tantissimi concetti da predicare, piuttosto poche cose da saper fare. Un buon coach sa che la sua più prima dote è quella di essere “prolisso”, cioè ripetitivo nel ribadire in ostinata continuazione quei concetti base che rappresentano i postulati su cui si regge questa incantevole disciplina sportiva: fare canestro a dispetto di tutti e di tutto.
Ci sono fior di giornalisti o di aspiranti condottieri che si cimentano in dotte citazioni a volte fin troppo elaborate, poi ti chiedi come mai l’allenatore vincente è quello che quando parla ripete sempre le stesse banalità, anche se ti costringe ad usare il traduttore per comprenderlo nella tua stessa lingua. Avete mai ascoltato un discorso di Trapattoni o di Conte ? eppure loro vincono e fanno crescere e vincere i loro atleti pur essendo contorti e “prolissi” all’infinito, ma il messaggio arriva sempre a destinazione.
Questa concretezza, che nasce dalla consapevolezza che anche il mediocre può comunque  migliorare, è stata l’arma vincente dei nostri ragazzi. La tenacia “contadina” ha saputo rendere fertile vangata dopo vangata un terreno che si presentava alquanto paludoso, e che in precedenza non avevamo mai provato a percorrere con sufficiente determinazione.

Sul Nanga Parbat, se mi è concesso rubare l’ispirazione, in questa indimenticabile stagione figurativamente ci siamo saliti noi, che per chi non lo sapesse è la montagna con la più alta parete della terra con oltre 4 mila metri di perfetta verticale, tale da ridimensionare la mitica cima di Lavaredo  ad un muretto del tuo cortile, perché di problematiche i nostri tenaci ragazzi hanno dovuto e saputo superarne a iosa, ma alla fine sulla vetta è arrivata tutta la cordata, pur avendo dovuto amaramente lasciare in qualche campo intermedio più di un giocatore (Leonardo negli USA e Daniele al pronto soccorso) che avrebbero meritato di arrivare in cima con gli altri, d’altronde anche il mitico Bonatti dovette fermarsi  a 200 metri dalla vetta del K2 !
Ora però possiamo dire a testa alta di esserci guadagnati, ripeto guadagnati, ogni centimetro di quella parete virtuale, e di aver raggiunto l’obiettivo sul quale all’inizio di questa stagione non avrebbe scommesso un cent nessuno, nemmeno questo “prolisso”…predicatore, a cui però sono sempre piaciute le missioni impossibili.
La campagna ci ha insegnato ad essere tenaci, la terra te la devi conquistare vangata dopo vangata, e vangata dopo vangata l’abbiamo fatta respirare e rifiorire, tanto che alla fine ci siamo ritrovati nel giardino degli eletti a dispetto di gufi, macumbe, oracoli, ma più concretamente di ogni avversario che abbiamo dovuto affrontare.

Sabato e domenica prossima potrete giocare ciò che ad altre 75 squadre di questo bi-Veneto è stato precluso, ed avrete l’opportunità di realizzare il vostro sogno.
Lo so che siete stanchi, acciaccati, qualcuno semi-rotto, ma il treno passerà sabato prossimo ore 19,00 alla palestra di Noventa Padovana, puntuale come la sfida all’OK Corral, e voi avrete il privilegio di poterci salire.

Life is always a ball game, vi siete guadagnati di giocare ancora una volta la vostra partita !

Bravi Ragazzi, bravissimi i nostri tre Tecnici; ora proviamo a prenderci questo titolo !

GBF

SAN DONA’ SUPERA DI SLANCIO IL VERONA BASKET (64-36)

Il Verona Basket era arrivato al secondo posto nella fase di qualificazione del  raggruppamento veronese, ma poi nella Final Four Provinciale si era fatto eliminare in semifinale dai concittadini della Cestistica, ed aveva chiuso come terzo.
Nella prima partita della Fase Regionale aveva vinto a sorpresa sul campo di Este (64-58), scombussolando gli equilibri dei pretendenti al passaggio del turno, e mettendosi chiaramente in una posizione di vantaggio.
Infatti i veronesi avrebbero potuto giocarsi a San Donà una partita decisiva, che se fosse stata vinta avrebbe per loro significato matematica qualificazione.
Nel frattempo però anche l’Este aveva messo due punti in casella vincendo nella seconda gara contro un Pieve ormai allo sbando, rientrando così in corsa per il passaggio del turno.
Per i sandonatesi invece una eventuale vittoria sarebbe stata importante ma non ancora determinante, e sarebbe stata importantissima anche l’entità dello scarto, cioè ogni punto segnato in più sarebbe valso oro.

Tensione elevata dopo la palla a due, con entrambi i contendenti che faticavano più di qualche minuto per muovere il tabellone; poi il San Donà pian piano prendeva quota mentre gli ospiti continuavano a non fare mai canestro. Infatti dovranno trascorrere più di cinque minuti perché centrassero una bomba, ma i nostri erano già arrivati a quota 12, mentre poi dovranno attendere fino allo scadere per ricavare altri due punti, ma i sandonatesi erano in fuga a quota 18.
Il San Donà era partito con il piede giusto, Matteo D.V. dominava ai rimbalzi, mentre Matteo M. prendeva molte iniziative e Fede non perdonava da fuori.
Epis compiva molte rotazioni nella seconda parte, ma la dinamica della gara non si spostava di un millimetro, e ad un paio di minuti dallo scadere del tempo il divario aveva ormai superato quota 20.

Do minuti de mona” avrebbe detto mio nonno ridavano fiato agli ormai sfiduciati ospiti, che si guadagnavano un parziale di 7 a zero in questo breve frangente. Il tempo veniva chiuso sul fil di sirena con una tripla da cineteca di Lodato, scagliata in sospensione da due metri oltre la metà campo. Sarà questo comunque l’unico sussulto degli ospiti di tutta la partita.

Durante l’intervallo lungo coach Epis  riusciva a far ritrovare ai propri atleti umiltà e concentrazione. Infatti nel terzo tempo si chiudevano definitivamente i giochi con un parziale a favore del San Donà di 22 a 7, che fermava il conto progressivo sul 53 a 24. Tutti i palloni che toccavano le mani dei nostri ragazzi si trasformavano in oro. Andava a segno quasi tutta la squadra, da Filippo ad Umberto autori di tre triple, cui seguivano tutti gli altri inclusi Luca e Jacopo. Il solo Nabil restava a secco, ma per lui era giornata di Ramadan e si poteva comprendere perché fosse rimasto rigorosamente a … digiuno !

Nell’ultimo tempo non avveniva nulla d’interessante se non una modesta limatura del risultato, che comunque permetteva ai nostri di chiudere con un rassicurante + 28, utilissima riserva di punti nel caso si arrivasse ad una classifica finale con tre squadre in parità. In questa eventualità  i veronesi sarebbero rimasti comunque fuori avendo una differenza canestri negativa (+ 6 - 28 = - 22), ma avrebbero potuto condizionare ancora il campionato se nell’ultima gara avessero perso in casa col Pieve.

UN “NANO” CANESTRO CHIUDE I CONTI ALLO SCADERE (46-45)

Domenica la tensione sul volto degli atleti era palpabile fin dal primo mattino. L’alea di cosa avrebbe fatto il Verona dopo la batosta subita per mano nostra venerdì sera non lasciava molte speranze che lo scontro col Pieve potesse concludersi facilmente in loro favore.
Se avessero perso tutto il nostro enorme magazzino di punti sarebbe svanito in un amen, e nella gara contro gli estensi saremmo stati costretti tassativamente a vincere anche se per un solo misero punto.

Il fatto di giocare di mattina non deponeva a nostro favore, avendo in precedenza sempre faticato ad ingranare in questo orario, e fin dalle prime azioni molte delle certezze acquisite solo due giorni prima sembravano essere d’incanto svanite. La squadra era nervosa, inconcludente, al limite dell’isteria. I canestri sembravano essersi improvvisamente rattrappiti e votati alla verginità assoluta. Fortunatamente anche gli ospiti faticavano a segnare e la partita  assomigliava sempre più ad un “tre sette” a chi faceva meno. Punteggio da minibasket ed andamento della gara in continua alternanza minima. In tribuna volti tesi ed aria di beffa che sembrava fuoriuscire dalle fessure dei pannelli sospesi del palasport.

L’Este si dimostrava squadra non particolarmente fisica ma ben organizzata. Le alchimie difensive di Simone & Co. producevano effetti limitati, si proseguiva in un testa a testa durante il quale gli ospiti pur tenuti lontano dal canestro non sbagliavano però dalla linea dei tre punti. Saranno ben 9 le bombe da loro centrate alla fine, con una pregevole prestazione da parte di Resente e Moro, che ne realizzeranno rispettivamente ben 4 e 2.
Il testa a testa a braccetto continuava per tutta la partita, e gli ultimi minuti saranno tutti da raccontare dopo che nel terzo quarto il San Donà era riuscito a rimettere la testa avanti sul finire per 32 a 31, dopo uno spavento iniziale nel quale era sprofondato a – 8 (21-29).

In cuor mio ero tranquillo in quanto mi era appena pervenuto il risultato di Verona, dove la partita era iniziata un quarto d’ora prima ed il mio servizio informazioni mi aveva puntualmente aggiornato. Il risultato però lo tenevo ben stretto per me senza dare adito ad entusiasmi, perché mi pareva utile e rispettoso che i ragazzi in campo continuassero a credere in  una partita vera, e fossero convinti che si stavano giocando il tutto per tutto.

A -1’ e 50” Fede ritrovava la mano benedetta centrando una tripla che avrebbe potuto risultare decisiva, portandoci avanti sul 42 a 39. Ma non passavano neppure 20” che Resente rigelava il Barbazza rispondendo con la stessa moneta impattando nuovamente la sfida. Dopo una nostra palla persa banalmente era la volta di Moro a farci scuri come il suo nome replicando la prodezza del compagno, riportando i suoi in vantaggio 42 - 45 a meno di un minuto dal termine.

Il San Donà riusciva ad andare in lunetta due volte, prima con Matteo D.V. e poi con Enrico, ma centrava solo due dei quattro tiri avuti a disposizione. Mancava ancora un punto e gli ospiti guadagnavano due tiri dalla lunetta a meno 20” dal termine con cui avrebbero potuto chiudere definitivamente i giochi. Anche le loro mani però tremavano, ed Matteo era lesto a catturare il rimbalzo ed a consegnare l’ultimo pallone nelle mani di  Filippo. Su di lui in campo la pressione era indescrivibile, e tutte le linee di passaggio gli venivano precluse. Il tempo scorreva veloce ed i secondi mancanti si erano ridotti ad una manciata. Non riuscendo a scaricare la palla il nostro play “tascabile” doveva destreggiarsi in mezzo a mille gambe, come tra i paletti di uno slalom speciale, dove un minimo contatto avrebbe potuto far svanire l’ultima opportunità rimastaci.

Era perciò costretto ad attaccare direttamente il canestro, ma la sua mano magica non tremava, e da una “bassezza” incredibile, con un sottomano da non più di 20 cm dal livello del ground, riusciva a far partire il proprio tiro. Il pallone incredibilmente tagliato si stampava sul quadrato del tabellone per poi deviare in una spirale avvolgente per introdursi nel canestro avversario, minacciando addirittura di riuscire dopo che pareva essere entrato. L’anello del canestro però riusciva a trattenerlo e lo risucchiava al proprio interno, smentendo così definitivamente la teoria che i “nano” canestri non possano fare la differenza. No, valgono due punti anche loro, sono valsi per il sorpasso e per i due punti della classifica, per la definitiva qualificazione del San Donà !

Bravi ragazzi, credevate di essere sull’orlo del precipizio, ma ce l’avete fatta con le vostre mani. Mission compiuta.

GBF

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