U18 Silver EST - risultati e commenti 17 marzo 2018
Domenica 18 Marzo 2018 21:00
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Campionato Regionale UNDER 18 Silver EST - Fase Provinciale TV / VE

CAMPIONATO REGIONALE UNDER 18 “SILVER”

Fase Provinciale di Qualificazione Treviso/Venezia  –  Girone “Est”

Sabato  17-03-2018 – Palestra “G. Rodari” – Favaro Veneto (VE) 

ASD PALL. FAVARO – ASD JESOLOSANDONA’ BASKET  70 – 65 

1° quarto 16–14 / 2° quarto 32–30 (16-16)

3° quarto 52–45 (20-15) / 4° quarto 70–65 (18-20)

Note:

-          Usciti x 5 falli: Tenderini e Volpato (Favaro) – Diral (JSDB)

-          Tiri Liberi: Favaro 11 su 28 = 39,29 % – JSDB 21 su 30 = 70,00 %

-          Tiri da 3p: Favaro 8  –  JSDB 4

-          Falli: Favaro 27 – JSDB 28

-          Arbitri: Fanceschin di Salzano e Brollo di San Donà 

ASD PALLACANESTRO FAVARO

Tenderini 19, Dalla Torre 1, Prete 2, Vanin n.e., Piovano 5, Orlando 3, Giovanazzi 3,  Maestri n.e., Volpato 8, Marinelli 7, Pattaro 22

Allenatore: Forcellini Marco 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET

Diral 12, Biancotto L. n.e., Midena 3, Bergamo 3, Biancotto M. n.e., Sartori -, Biancotto E. 6,

Fregonese 28, Es Sahhal -, Peretti 3, Marian 1, Dalla Vecchia 9

Allenatore: Epis Jacopo - Vice-allenatore: Bergamo Tiziano 

SAN DONA’ PERDE L’IMBATTIBILITA’ A FAVARO

Ogni tanto mi capita di dover scrivere la cronaca di una partita che non ho visto, che cerco di inventare racimolando qualche notizia dalle impressioni di chi era presente, dai reports degli allenatori, dal referto di gara.
Invece sabato sera a Favaro ero ben presente, ma il film di ciò che avrei visto e poi raccontato  l’avevo già in testa da qualche giorno, perché tutto si è svolto puntualmente come mi ero  prefigurato.
Il Favaro ha giocato come mi aspettavo, e sinceramente non mi parso così irresistibile come molti prefiguravano, ma grazie al nostro atteggiamento rinunciatario ha potuto esaltarsi e mantenersi in vantaggio dal primo all’ultimo minuto, meritando ampiamente di aggiudicarsi questo incontro.
I mestrini erano sicuramente più motivati di noi per due ragioni: la prima perché questa era l’unica chance che restava loro per poter matematicamente sperare in un improbabile ma ancora possibile aggancio al primo posto, per ottenere il quale avrebbero dovuto vincere con almeno 17 punti di scarto; la seconda perché ci tenevano ad essere i primi a mettere a KO l’unica squadra imbattuta del torneo.

Le mie perplessità sulle nostre reali condizioni derivavano dal fatto che nell’ultimo mese la preparazione non si era svolta serenamente, con continui intoppi che avevano abbassato il livello degli allenamenti, ed anche se i risultati avevano mascherato la condizione, prima o poi avremmo corso il rischio di inciampare non appena il livello dell’avversario da affrontare si fosse innalzato.
Pur vincendo le nostre certezze e sicurezze mi parevano un po’ scalfite.
Infatti tra gite scolastiche (che non sono ancora finite), impegni di scuola/lavoro, incapacità di pianificare ore di studio con gli allenamenti, eccessivo appagamento per quanto era stato finora ottenuto, la forma della squadra era andata progressivamente scemando, e guarda caso l’apice di questa confusione organizzativa era stato raggiunto proprio quando ci siamo trovati di fronte la seconda della classe, cioè il Favaro.

Sula buccia di banana abbiamo messo il piede nel momento peggiore, ed ora che l’abbiamo presa sui denti, sarà necessario meditare sulla cura da seguire.
Per prima cosa una seria riflessione devono farsela i nostri ragazzi, perché ho la fondata sensazione che vivano solo il momento della partita, ma non abbastanza tutto quanto serve a prepararla.
Non è possibile pensare che tutto sia scontato per il solo fatto che sono stati raggiunti certi risultati; nossignori, nello sport tutto ciò che si ottiene deve essere sempre riconfermato !
Da parte di tutti c’è troppa leggerezza nel gestire i propri impegni, non si mette in condizione chi deve organizzare e dirigere la preparazione a svolgere efficacemente il proprio lavoro, e non si medita profondamente su quanto viene raccomandato.
Si perde la testa alla prima sciocchezza che succede in campo o in tribuna, non si ha ben chiaro il concetto di come e quanto prepararsi per poi ottenere quello che si vorrebbe essere, non è ancora sufficientemente chiaro il concetto che nello sport la condizione necessaria per perseguire un risultato è quella di lavorare molto e bene sia individualmente che come gruppo, anche se poi l’obiettivo dovesse sfuggire perché l’avversario potrebbe essere più bravo.
Invece nelle care testoline la passione o la tensione del momento monta sempre rapidamente come la panna nel frullatore, ma senza verificare prima se quella che si è messa sia di qualità o  sia scaduta.
La nostra silente minicrisi stava montando già da alcune settimane, perché anche contro Mestrina e Casier, con cui avevamo pur vinto nettamente, non eravamo stati capaci di concretizzare la superiorità che avevamo dimostrato nel gioco, sprecando oltremodo quanto avevamo sviluppato.

Con Favaro la partita per lunghi tratti l’abbiamo avuta nettamente in pugno, ma se si buttano al vento un sacco di canestri o per precipitazione o per rinuncia alle occasioni che si presentano, allora si concede sempre agli avversari di arginare i propri momenti di difficoltà.
Quanti di noi si sono trovati a poter attaccare avversario o canestro rinunciandovi a prescindere ?
Dove è andata a nascondersi la nostra difesa che era stata finora l’arma vincente delle nostre prestazioni ?
Come abbiamo vanificato la nostra migliore condizione atletica concedendo ad avversari di non crollare proprio nei momenti in cui dimostravano di soffrire maggiormente nei recuperi, ad esempio nei finali di tutti i tempi ?
Le occasioni per compiere quel sorpasso che avrebbe rappresentato una mazzata psicologica nei padroni di casa ci sono sempre sfuggite per eccesso di leggerezza, facendoci scivolare sui più banali errori proprio nei momenti migliori, per un eccesso di nervosismo e pressapochismo.
L’unica nota positiva è stata che non ci si è verificato alcun tracollo, mantenendo sconfitta in termini onorevoli che ci permettono comunque di raggiungere la matematica certezza del 1° posto con due giornate di anticipo.
Inoltre, se siamo stati competitivi pur con tutte queste premesse negative, credo che riprendendo a lavorare come avevamo iniziato sarà possibile recuperare competitività, per raggiungere un obiettivo che nessuno di questo gruppo ha prima mai prima d’ora ottenuto.
Ma dovete darvi tutti da fare, dovete aver voglia e credere di poterlo fare, altrimenti di quest’annata vi resterà solo il rammarico di un’occasione perduta.

Il Favaro era partito bene appoggiandosi soprattutto su Pataro che apriva con un canestro da tre, 3, 5,7 azero, mentre i sandonatesi giocavano a “tira-NO”. La partita si stabilizzava per i molti errori, con il San Donà che segnava solo dalla lunetta con Fregonese. Al 7° minuto ci trovavamo sul16 a8 per i padroni di casa, ma tre recuperi consecutivi di Fede ci avvicinavano sul16 a14.
Si ripartiva così come si era iniziato, sempre con Pattaro che dettava legge dentro l’area. Epis ruotava molti giocatori, che però erano tutti eccessivamente timidi nell’attaccare il canestro, così il Favaro riallungava raggiungendo al 5° il massimo vantaggio (23-16), ma poi sempre Daniele ci riportava sotto, ma riuscivamo solo a mantenere il contatto di un canestro di distanza (32-30).
Il copia-incolla dei tempi di gioco si riproponeva nel terzo quarto quando i sandonatesi, dopo una promettente tripla di Bergamo, si fermavano a guardare. I padroni di casa scappavano ma non fuggivano:40 a33 al 4°. Il San Donà recuperava nuovamente  con Matteo DV (41-39), ma poi Tenderini ed ancora Pattaro riallungavano a + 9. Due buone realizzazioni di Enrico riducevano il divario alla fine del tempo che chiudeva sul52 a45.
Nell’ultimo quarto le uscite per falli di Tenderini e Volpato permettevano al San Donà di sfiorare in più occasioni l’aggancio, ma non era giornata. Poi Fede perdeva la testa per una inutile protesta e finiva anch’egli in panchina, dando così ai padroni di casa la possibilità di respirare nel momento più delicato. A questo si aggiungevano i crampi di Fregonese che non aveva più sufficiente benzina in serbatoio, mentre una tripla di Peretti ci riportava a – 4, illudendoci di un impossibile recupero. Ma una replica di Orlando benedetta dal tabellone chiudeva i giochi e sanciva che questa non era la nostra serata.

GBF

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