U18 Silver EST - risultati e commenti 18 febbraio 2018
Lunedì 19 Febbraio 2018 21:00
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Campionato Regionale UNDER 18 Silver EST - Fase Provinciale TV / VE

CAMPIONATO REGIONALE UNDER 18 “SILVER”

Fase Provinciale di Qualificazione Treviso/Venezia  –  Girone “Est”

Domenica  18-02-2018 – Palasport “G.Barbazza” – San Donà di Piave 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET –  ASD PALL. MESTRINA  79 – 29 

1° quarto 16–12 / 2° quarto 39–26 (23-14)

3° quarto 61–27 (22-1) / 4° quarto 79–29 (18-2)

Note:   espulso Rizzo S. (Mestrina) per fallo violento

-          Usciti x 5 falli: Cestaro (Mestrina), Dimaj (Mestrina)

-          Tiri Liberi: JSDB 17 su 27 = 62,96 % – Mestrina 8 su 17 = 47,06 %

-          Tiri da 3p: JSDB 4  –  Mestrina 1

-          Falli: JSDB 17  –  Mestrina 24

-          Arbitri: Granzotto C. di San Donà di Piave 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET

Diral 23, Biancotto L. -, Midena 11 Bergamo 3, Biancotto M. -, Sartori 2, Biancotto E. 5,

Bisiol 2, Fregonese 29,  Es Sahhal -, Peretti n.e., Marian 4

Allenatore: Epis Jacopo - Vice-allenatore: Bergamo Tiziano 

ASD PALL. MESTRINA

Zorzi -, Rizzo -, Finati 2, Girotto 1, Cestaro 7, Reato 3, Ippolito -, Corò -, Baruzzo 6, Demaj 8, Barettin -, Cozzi 2

Allenatore: Sorato M. 


SAN DONA’ NEL SEGNO DELLA TACA-CAPRINA

Giocatore X: “Buonasera Pres, forse non vengo ad allenamento domani perché sto male (raffreddore, mal di gola..)……adesso mi carico di tacacaprina”.

Presidente:Si dice tachipirina, la tacacaprina è per le capre !

Giocatore X:Scusi, non lo sapevo; e a cosa serve ?”.

Presidente:Serve ai caproni come te per far canestro !!!”.

Giocatore X: “Non è colpa mia se tiro cannonate !”.

Presidente:Allora prendi la …. tacacaprina !!!”.

Giocatore X: “Mi sa proprio di si”.

Molto spesso i nostri ragazzi, o tutti i giocatori in genere, hanno un rapporto conflittuale con il canestro ed il tabellone. Non partono dal presupposto di considerarli loro “amici”, piuttosto li bastonano e martellano nei modi più violenti, tanto da suscitarne la più elementare delle reazioni, cioè quella di respingere ogni avance.  Cosicché le imprecazioni si sprecano, la rabbia schiuma dalle bocche di quelli che non fanno canestro, e gli allenatori urlano contro i propri atleti che in campo assomigliano più a caproni che a leoni.
Invece ogni giocatore dovrebbe imparare ad instaurare un rapporto più cordiale con questi strumenti indispensabili del gioco, dovrebbe imparare ad accarezzarli piuttosto che picchiarli, a trattarli dolcemente piuttosto che rudemente, imparando quasi a … parlare con loro, piuttosto che ad insultarli perché non asseconderebbero le proprie intenzioni.
La relazione tra il tabellone ed il giocatore di basket mi fa ricordare la trama di un profondo film fine anni novanta di Robert Redford, “The Horse Wishperer = L’uomo che sussurrava ai cavalli”.
Se vuoi ottenere qualcosa devi imparare a sussurrare alle persone o agli animali, aggiungo io anche alle cose.
Il tabellone o il canestro sembrano due corpi inanimati, ma tuttavia non sono così insensibili come definizione vorrebbe; se li sai trattare con dolcezza e delicatezza possono diventare i  migliori amici per il fine del gioco che stai praticando, cioè il basket. Il tabellone non deve essere colpito con violenza o con traiettorie tese, ma devi sapervi appoggiare il pallone con  dolcezza, facendolo ruotare in modo che quando si accosta ad esso poi vada naturalmente alla sua destinazione, cioè dentro il canestro.

E la taca-caprina cosa centra ? La taca-caprina centra, eccome. E’ un medicinale “virtuale” che i nostri baldi atleti dovrebbero assumere in dosi adeguate sia in allenamento che nel riscaldamento pre-partita. Il tabellone ed il canestro vanno studiati, non colpiti come se vi si dovesse piantare un chiodo. Se se ne percepisce la giusta sensibilità poi in partita li troverai amici e non avversari. Per questi ultimi bastano ed avanzano già quelli che hanno la maglietta diversa dalla tua.
Ma a cosa serve tutto questo discorso ? serve, serve, perché troppo spesso non prestiamo la dovuta attenzione a ciò che facciamo, alla meccanica dei nostri movimenti; per superficialità o impazienza li effettuiamo con irruenza, e così la precisione va a farsi fottere.
E accade ciò soprattutto agli inizi delle nostre partite, quando non riusciamo a concludere le azioni od i movimenti più elementari per la fretta o l’eccessiva frenesia nelle nostre azioni.
Qualcuno un po’ alla volta si è migliorato, ma qualcun altro deve imparare ad usare le cinque dita che ha sul palmo come una mano piuttosto che come uno zoccolo di capra.

Chiusa questa divagazione sul perché qualcuno di noi mantiene un rapporto conflittuale col canestro, veniamo alla partita di domenica, contro una Mestrina che si è rivelata molto …ina….ina rispetto alle aspettative.
Cercherò in qualche modo di raccontare una partita che non ho visto in quanto impegnato col lavoro, ma che comunque ho potuto seguire in diretta affliggendo al paziente Ugo una telefonata ogni 5 minuti, osservandone pure qualche sprazzo grazie ad alcune mini clip che mi venivano inviate quasi in diretta per WhatsApp, miracolo della tecnologia dei nostri giorni !
In verità la nostra settimana precedente alla gara non si era svolta nel massimo della tranquillità, in quanto eravamo stati alleggeriti nella rosa dalle assenze per gita scolastica di capitan Simone e Matteo D.V. (in giro per l’Europa in autobus), dagli acciacchi rimediati da qualcuno nel corso della partite della Reyer Cup, e da qualche ulteriore fastidio legato ai malesseri di stagione. L’inizio della gara è stato perciò caratterizzato da una nostra eccessiva mollezza difensiva, nonché da una notevole imprecisione in attacco forse per l’eccessiva frenesia o fretta nel ricercare il canestro.
Dunque tutto era iniziato in salita, la nostra difesa si faceva più volte sorprendere negli uno contro uno, mentre in attacco il nostro rapporto col canestro era pari a quello tra due morosi che bisticciano.

Per i primi cinque minuti siamo rimasti un po’ in balia degli ospiti che abbiamo dovuto sistematicamente rincorrere, in attesa di ritrovare sicurezza nelle conclusioni e nell’esecuzione dei nostri giochi. I canestri di Fede ed Enrico ci hanno mantenuto a contatto, prima che Daniele riuscisse a calibrare la mano spingendoci al sorpasso:16 a12 per noi alla fine del quarto.
All’inizio del secondo tempo sempre Daniele proseguiva nell’accelerazione portandoci ulteriormente avanti in doppia cifra, ma gli ospiti davano qualche segno di reazione mantenendosi a galla con una tripla di Cestaro. Nel finale le forze fresche di Filippo e Matteo ci facevano riallungare decisamente, e Fede, prendendo il testimone da Daniele, che rifiatava in panchina, ci portava all’intervallo avanti di 13:39 a 26.

Coach Epis non era comunque molto soddisfatto del nostro atteggiamento in campo, ed in spogliatoio dava una bella shakerata alle testoline ancora sonnecchianti.
A questo punto la nostra difesa diventava veramente implacabile, e la linea di metà campo diveniva una cortina di ferro invalicabile. I nostri non lasciavano passare nemmeno uno sguardo, trasformando per gli avversari il nostro canestro in una cosa da vedersi solo in cartolina.
Le molte palle recuperate da Alberto 1 e 2, Enrico, Matteo, Nabil, Luca, Mattia, Jacopo, venivano trasformati in rapidi contropiedi e depositate come denaro contante nel canestro avversario.
La Mestrina infatti segnerà solo 3 punti in tutto il terzo e quarto tempo: un solo punto su tiro libero nell’uno ed solo un canestro nell’altro !

L’unica nota negativa di questa fase della partita è derivato da alcuni comportamenti di qualche giocatore ospite, che dimenticatosi della leale competizione che si stava disputando, si è lasciato andare ad alcuni falli, o peggio comportamenti antisportivi, veramente censurabili.

Tranquilli tutti perché ho le clip dei tre fatti più clamorosi e non sono smentibile, ma non le pubblicherò per rispetto dei protagonisti, che restano comunque dei ragazzi e meritano di essere tutelati. Nel caso saranno i loro tecnici o dirigenti a dover intervenire, riportandoli nei corretti binari dello spirito del gioco, almeno me lo auspico.

Spetta a voi l’arduo compito, ma colpire l’avversario con un pugno sul viso perché ti ha rubato la palla, o spingerlo dietro le spalle mentre sta saltando a canestro, non va proprio bene !!!; avrebbero potuto procurare al malcapitato danni fisici rilevanti !

Tutto è bene ciò che finisce bene, ma è opportuno venga data una regolata a chi se ne è reso responsabile.
Anche l’arbitro dovrebbe stare più attento a certe situazioni, non tanto perché sia in suo potere impedirle, perché se uno tira di matto puoi prenderne atto solo quando il fatto accade, ma una certa fallosità può e deve essere prevenuta sanzionando i molti contatti scorretti che l’hanno preceduta. Solo così si potrebbero ridurre drasticamente le condizioni perché certi fatti non accadano.

Domenica prossima ci aspetta l’ultimo incontro di “Carnevale” a Mogliano, nel senso della serie della gare meno impegnative, in attesa poi delle tremende “Idi di marzo”, quando incontreremo le squadre che contano.

GBF

  

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