U18 Silver EST - risultati e commenti 4 febbraio 2018
Lunedì 05 Febbraio 2018 21:00
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Campionato Regionale UNDER 18 Silver EST - Fase Provinciale TV / VE

CAMPIONATO REGIONALE UNDER 18 “SILVER”

Fase Provinciale di Qualificazione Treviso/Venezia  –  Girone “Est”

Domenica  04-02-2018 – Palestra Comunale “Aldo Moro” – Roncade (TV) 

ASD TEXA RONCADE – ASD JESOLOSANDONA’ BASKET  71 – 72 

1° quarto 17–19 / 2° quarto 35–31 (18-12)

3° quarto 46–43 (11-12) / 4° quarto 61–61 (15-18)

1° suppl.  71–72 (10-11)

Note:

-          Usciti x 5 falli: Crosato (Roncade)

-          Tiri Liberi: Roncade 16 su 23 = 69,57 % – JSDB 11 su 18 = 61,11 %

-          Tiri da 3p: Roncade 9  –  JSDB 9

-          Falli: Roncade 19 – JSDB 25

-          Arbitri: Bianchin L. di Casier 

ASD TEXA RONCADE

Busato 10, De Vidi 18, Baraviera 3, Sgnaolin 6, Antonello 2, Ciavolini -, Cester -, Zago

-, Callegari -, Zorzetto -, Davanzo 27, Carniel -, Crosato 5,

Allenatore: Zanato M. 

ASD JESOLOSANDONA’ BASKET

Diral 32, Biancotto L. -, Midena 4, Bergamo -, Biancotto M. -, Sartori -, Biancotto E. 3,

Bisiol 2, Fregonese 16, Peretti 2, Marian -, Dalla Vecchia 13

Allenatore: Epis Jacopo - Vice-allenatore: Bergamo Tiziano 

UN WEEKEND PIENO DI EMOZIONI
Dopo aver assistito alla combattutissima gara tra roncadesi e sandonatesi, si può proprio affermare che lo sport è capace di regalarti le emozioni più intense indipendentemente dal livello in cui il confronto viene disputato. La sera prima, infatti, avevo avuto la fortuna di assistere in televisione all’epilogo della partita del 6 Nazioni di Rugby tra Francia e Irlanda. Mancava meno di una dozzina di minuti alla fine ed i transalpini stavano sotto per 6 a12, dando la netta sensazione di essere incapaci di perforare l’arcigna difesa degli ospiti. Inoltre a questi ultimi si era presentata l’opportunità di un calcio a favore da posizione favorevolissima, proprio in mezzo al centro campo a solo 25 metridai pali. Chi calcia ? Jonathan Sexton naturalmente, uno dei migliori giocatori al mondo, uno che la pipì la fa sempre dentro la tazza ! Se segnava la partita si sarebbe  praticamente chiusa perché il divario avrebbe superato il break. Stavolta, però, con grande disappunto delle donne delle pulizie, anche il buon Jonathan l’ha schizzata fuori, e pensare che solo un minuto prima avrei scommesso almeno mille euro sulla realizzazione di quel calcio ! Pericolo scampato per i transalpini, che si ringalluzzivano trovando le forze e la fortuna per un’incredibile meta al centro dei pali a meno di quattro minuti dalla fine che sanciva il sorpasso.  Ma non era finita qui, un paio di minuti dopo beneficiavano anche loro di un calcio a favore che avrebbe calato la saracinesca sul risultato, ma sembra che anche la Francia sia afflitta dalla piaga della pipì fuori vaso, e pure loro indirizzavano il getto fuori dai pali. Mantenevano comunque il vantaggio, mentre agli irlandesi restavano solo briciole di tempo per tentare un insperato recupero dovendo tra l’altro risalire l’intero campo. Nel rugby però vale la regola che consente il prolungamento di fatto del tempo di gioco fino alla conclusione dell’ultima azione da parte della squadra che detiene il possesso del pallone. Detta ultima opportunità si interrompe solo o perché la squadra ne perde il possesso, o perché commette una infrazione, o realizza una meta, e così la partita può finalmente concludersi. Gli irlandesi si lanciavano testardamente alla carica, tenacemente trasportati dal loro carattere, e dopo almeno una quarantina di impatti, erodendo centimetro su centimetro alla difesa avversaria, quando ormai si era già andati quasi un paio di minuti oltre il 40° di gioco, erano riusciti a malapena avvicinarsi all’ linea dei 22 metri. A questo punto giocavano l’azzardo per far tacere una volta per tutte le donne delle pulizie di Francia. Dal piede del Jonathan prima citato partiva un drop da quasi40 metri con una parabola che sembrava a mala pena raggiungere l’asse orizzontale dei pali, arrampicandosi sullo stesso quasi che dall’ovale in volo fossero usciti due braccetti per aiutarlo a raggiungerlo e scavalcarlo ! Missione compiuta, anche se stavolta non avrei scommesso neanche un centesimo sulla sua realizzazione, altra occasione perduta !
Galletti francesi spennati e spiedati (a noi italiani non dispiace mai), ma forse alle “galline” d’oltralpe non è dispiaciuto, perché …..prenderlo da un irlandese più SEX-TON di così ?
Scusate la lunga digressione per dipingere questa bella pagina di sport a livello mondiale, ma solo per dire che si possono vivere le stesse emozioni anche senza dover entrare nel mega stadio di una mega città affollato da migliaia di spettatori. Si possono scoprire anche entrando nella modesta palestra di una cittadina di periferia, dove due squadre di ragazzotti di modesta categoria ti offrono uno spettacolo che suscita le stesse emozioni, e che alla fine avrebbe meritato una standing ovation dalle poche decine di spettatori presenti piuttosto che un penoso battibecco da pollaio tra le opposte tifoserie.

Devo proprio dire bravi a questi 24 ragazzi per averci fatto trascorrere un pomeriggio veramente emozionante, col loro agonismo, con la loro voglia di superarsi, con i loro errori macroscopici o con i loro recuperi insperati, con le loro ingenuità spontanee, superandosi e risuperandosi con canestri di una precisione incredibile che non sono facili da vedere neppure in un campo di serie A. Ciò a dimostrazione, se mai ce ne fosse stato ancora il bisogno, che non c’è livello o condizione in cui lo sport possa rivelare il suo incredibile fascino e la sua imprevedibilità.

Grazie ragazzi per la bellissima prestazione a cui abbiamo potuto assistere.

Roncade e San Donà si ritrovavano per la disputa della gara di ritorno, dopo che all’andata non c’era stata storia, ed i piavensi si erano imposti con un perentorio77 a43.
Ultimamente però i trevigiani avevano dato segni di grande crescita, avevano perso di misura (65-67) con Favaro, e superato il Quinto in trasferta (68-71). La guida tecnica era cambiata, ed era arrivato qualche rinforzo tra cui il nostro ex Baraviera. Infine in questa partita c’era anche De Vidi, che all’andata mancava, ed alla fine risulterà uno dei migliori in campo.

1° Quarto (17-19)
Che per noi sarebbe stata una domenica di passione lo si è visto fin dalle prime due azioni. La nostra difesa era molto blanda, Davanzo apriva subito i giochi mettendo a segno la prima delle sue cinque triple, mentre il San Donà attaccava male, lento nella circolazione e statico nelle proprie azioni, lasciando al solo Matteo DV di caricarsi sulle spalle tutta la squadra per guadagnare qualche punticino. Saranno infatti tutti suoi i primi sette punti del San Donà, ma i padroni di casa conducevano sempre la danza prima8 a3 e poi10 a7. Nella seconda parte del tempo la difesa dei sandonatesi cominciava a dare qualche effetto, si recuperavano palloni e poi con due triple di Fede si otteneva il sorpasso, ma i nostri non approfittavano e si lasciavano oltremodo innervosire dal metro arbitrale eccessivamente permissivo nei confronti dei padroni di casa. Davanzo continuava ad imperversare, comunque il San Donà chiudeva il tempo con una ottima combinazione in pick-and-roll tra (udite udite) Alberto ed Jacopo, restando in avanti di due lunghezze.

2° Quarto (18-12)
Per noi il tempo cominciava subito bene con un ottimo contropiede e tiro supplementare di Daniele (17-22), ma gli ospiti non mollavano sempre con De Vidi e Davanzo, che facevano canestro ogni qualvolta alzavano le mani. Da parte nostra nella prima parte il solo Daniele bilanciava il punteggio, ma poi cominciava a litigare il canestro e con i tiri liberi. La nostra difesa, però, ricominciava ad imbarcare acqua, troppo spazio concesso ai tiratori e scarsa tenuta nell’ 1c1. Forse qualcuno aveva indossato le scarpe da ballerino, e così i locali scappavano avanti 35-27, frenati proprio sul finire del tempo prima con una buona uscita dal blocco e tiro di Daniele, e poi da una tripla chirurgica di Fede. Roncade chiudeva avanti 35-31.

3° Quarto (11-12)
L’inizio era tutto nostro, due bombe consecutive di Fede ci riportavano avanti, ma il nostro gioco restava statico e la gara continuava in equilibrio con i padroni di casa che rimettevano la testa in avanti.  Il Sandonà si caricava però di falli e veniva assegnato anche un tecnico alla nostra panchina dopo che l’arbitro aveva sorvolato per un plateale fallo su Enrico non rilevato. Daniele dopo aver sprecato qualche libero ci teneva in partita con una tripla, ma nel punteggio Roncade restava ancora avanti di tre punti.

4° Quarto (15-18)
Il San Donà trovava finalmente qualche canestro alternativo anche dal resto della squadra, fino a questo momento alquanto timida in fase d’attacco. Midena, Capitan Pera, Enrico ed il risvegliatosi Matteo DV, mettevano i loro mattoncini, ma la partita restava comunque sempre molto equilibrata.
L’ultimo minuto vedeva Midena centrare due importanti liberi che ci facevano mettere la punta del naso avanti 58-56. Nell’azione successiva Davanzo replicava impattando dalla lunetta a –24”dal termine, lasciando però ai sandonatesi la possibilità di giocarsi la probabile ultima azione. A -6”Fede gelava la palestra segnando la sua ennesima tripla, ma mentre lui e la squadra si perdevano ingenuamente ad esultare credendo di aver chiuso il conto, i locali non indugiavano ed approfittavano a piene mani della distrazione. Infatti Davanzo riguadagnava campo e lasciava tutti di stucco replicando a sua volta dai tre punti. Parità, si andava al supplementare.

Overtime (10-11)
Il supplementare è stato una sfida all’OK Corral tra i due numeri “4”, Busato per il Roncade e Diral per il San Donà finita praticamente in parità, 10 punti a testa. Nell’ultimo tempo, infatti segneranno solo loro due, ad eccezione di un unico punticino (d’oro) su tiro libero di Daniele. I roncadesi avevano dominato la prima parte e dopo3’si erano portati al comando per 68-65. Fede rubava un pallone accorciando a – 1, Busato faceva 1 su 2 ai liberi e riallungava a + 2, Fede metteva a segno la sua ottava sinfonia riportandoci avanti di due. Gli ospiti tentavano l’ultima azione ma la nostra difesa era attenta, recuperava il pallone ed i padroni di casa erano costretti a far fallo per bloccare il tempo. Mancavano però solo 40 centesimi di secondo, Federico restava implacabile facendo il 2 su 2 che chiudeva la partita. Gli ospiti comunque effettuavano la rimessa, Busato lasciava scorrere il pallone per qualche metro poi effettuava un tiro a tutto campo. Incredibile canestro da oltre20 metri, ma i tre punti non bastavano a ribaltare il risultato. Comunque da parte di tutti un “chapeau” ed applausi all’atleta roncadese per il magnifico gesto sportivo.

Conclusione
Il Roncade ha confermato di essere diventato una squadra competitiva, ma si è svegliato troppo tardi per poter aspirare ad una qualsiasi posizione di rilievo in questo campionato.
Per i sandonatesi ci sono però molte cose su cui meditare. La squadra dovrà ritrovare una migliore condizione ed un gioco più brillante da attuare in campo. A lungo si è visto affiorare una lentezza mentale prima che materiale in ogni atteggiamento sia offensivo o difensivo che fosse. Lenti nei passaggi, lenti nell’affrontare il proprio avversario di turno, passeggiate invece di scatti ed accelerazioni. Per aspirare ad essere competitivi in una fase finale inter-provinciale ci vorrà ben altro, in primis avere sempre e chiaramente in mente da dove siamo partiti.
Infatti non è che il nostro curriculum vitae sia stato negli anni precedenti particolarmente  esaltante, in quanto abbiamo sempre veleggiato nei bassifondi esaltandoci solo per miseri successi in qualche derby, ma nulla di più. Se ora siamo arrivati a respirare l’aria pura delle quote elevate è perché siamo sempre stati un gruppo operaio, dove la scarsità di talento e di doti fisico-atletiche rilevanti è stata in parte compensata dalla voglia di allenarsi e di divertirsi giocando a basket.
L’essenzialità resta per noi la qualità e la continuità negli allenamenti, nel migliorare nelle cose che ancora ci limitano, dal tiro individuale, alla rapidità di esecuzione dei giochi, alla reattività su ogni pallone vagante. Per emergere bisogna lasciar perdere le sfide personali, e cercare di essere utili alla squadra anche quando si litiga col canestro. Lasciamo perdere le sfide personali con gli avversari o i battibecchi col pubblico per i quali qualcuno si lascia ancora distrarre. I risultati si faranno con il lavoro ed i fatti, non sicuramente con le parole, altrimenti consiglio a tutti di cambiare mestiere, e ne ho uno già pronto per chi volesse cogliere questa opportunità.

Lungo la Costa del Sol in Spagna, tra Marbella e Malaga, arrampicate sul dolce pendio della Sierra de Las Nieves si possono ammirare le bianche case di Mijas, che sembrano appena uscite dall’oblò di una lavatrice tanto sono candide. Lungo le stradine tortuose e lastricate del pittoresco villaggio è in auge un mezzo di trasporto alquanto curioso, chiamato “burro-taxi”.

Foto 1

Addirittura sulla piazza principale del villaggio troneggia un monumento che ricorda questo umile ed utile servitore dell’uomo.

Foto 2 Foto 3

Ricordo dunque ai nostri prodi atleti di mantenere salda la memoria del “da dove” sono cestisticamente partiti, e se vorranno trasformarsi in destrieri, dovranno darsi una mossa nella voglia di prepararsi con continuità, ed una regolata nei comportamenti in campo, altrimenti per voi, come testimoniano le foto un lavoro nei trasporti ci sarà sempre, ed anche un campo dove potrete allenarvi.

GBF

Foto 4

 

  

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