Defibrillatori e "Spot Pubblicitari"
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Lunedì 16 Ottobre 2017 21:00
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DEFIBRILLATORI E "SPOT PUBBLICITARI"

Siamo sicuramente tutti grati alla famiglia Giacomini ed alla Cometgroup.it (Agenzia specializzata nello sviluppo commerciale del Tuo Business) per aver donato al Comune di San Donà un quantitativo di defibrillatori, che l’Amministrazione ha deciso di posizionare in alcune strutture pubbliche (scuole, impianti sportivi,..) al fine di aumentare la sicurezza in luoghi di grande afflusso di persone, dove potrebbero più facilmente verificarsi situazioni per le quali quello strumento potrebbe risultare di vitale necessità.

Nei nostri ambienti sportivi le situazioni di arresto cardiaco sono rare ma purtroppo accadono, e quasi sempre sono fatali.

Quando si verificano le probabilità di sopravvivenza del soggetto colpito sono strettamente legate al prontissimo intervento di un soccorso adeguato, ed è perciò importante la presenza di un operatore capace di effettuare una rianimazione manuale (massaggio cardiaco/respirazione bocca a bocca) e nello stesso tempo sia dotato della strumentazione adatta.

Senza di ciò salvare un paziente può essere solo miracoloso.

Per questo la disponibilità di una attrezzatura come il defibrillatore  aumenta notevolmente le possibilità di salvezza della persona colpita da arresto cardiaco improvviso.

Bisogna però essere chiari ed onesti con tutti per non creare false aspettative: non è perché un defibrillatore sia disponibile che il problema possa dirsi risolto !

Infatti, è fondamentale che l’attrezzatura possa essere reperita in brevissimo tempo, e che possa essere presente un operatore che la attivi correttamente, operando contestualmente il metodo di rianimazione manuale.

Le possibilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco non superano i 4 / 5 minuti, periodo nel quale si deve tener conto che dopo i primi due minuti, o pochissimo più, i benefici per l’utilizzo di una apparecchiatura di rianimazione non potrebbero comunque evitare l’insorgenza di danni cerebrali per il prolungato arresto.

Dopo i due minuti il paziente pur salvato potrebbe subire degli handicap non indifferenti.

Dunque, per essere utile il defibrillatore ha bisogno di due requisiti fondamentali:

1°) che lo strumento sia raggiungibile nel più breve tempo possibile;

2°) che si possa disporre di una persona formata al suo utilizzo.

Orbene, come potete verificare dalle nostre foto, lo scorso venerdì mattina l’Ufficio Sport di San Donà aveva preannunciato il posizionamento di un defibrillatore donato da privati all’interno del Palasport Barbazza, che dovrebbe dare copertura alle attività che si svolgono sia all’interno della struttura che all’esterno nel campo di atletica adiacente.

Alle 10 la responsabile dell’Ufficio Sport signora Nardini, accompagnata dai rappresentanti della ditta fornitrice, si è recata al Palasport Barbazza ed ha fatto installare lungo il corridoio di entrata del pubblico per partite o manifestazioni un cartellone che ringraziava i benefattori, unitamente ad un box di posizionamento di circa 40 cm x 40 ad un’altezza di mt. 1,60 ( forse perché fosse ben visibile ?).

Come esperti della materia e dell’organizzazione delle attività che si svolgono in questo comparto sportivo, abbiamo fatto subito notare che la collocazione era assolutamente inadeguata.

Non solo era stato scelto il posto meno utilizzato e meno facilmente raggiungibile, ma la sporgenza del box in un corridoio di transito causava pericoli di impatto per persone distratte o in caso di calche o di fughe di emergenza, magari in situazioni di oscurità.

Meglio sarebbe stato posizionarlo in una zona baricentrica rispetto a tutto il comparto, e quella più adatta non poteva essere che quella di accesso all’area spogliatoi, dove tra l’altro si trova anche l’infermeria.

Apriti cielo: suggerimento di “lesa maesta”, ipotesi neanche da prendere in considerazione.

Ma chi mai è costui che ha il coraggio di interferire con la funzionaria di un Ufficio noto per la sua efficienza (sic !) operativa ?

Così lo strumento “salva vita” (forse ?) è stato posizionato dove peggio si poteva immaginare, renderà più problematico il suo recupero in caso di necessità, ed aumenterà il rischio che qualcuno ci rimetta la testa nel caso distrattamente vada a cozzare contro il box che lo contiene.

Nel qual caso saprà chi ringraziare: signora Nardini, Ufficio Sport del Comune di San Donà !

Della serie: per salvarti il “cuore” ti fanno rischiare di rimetterci la “testa” !

GBF

P.S.

Ma ci vuole un “premio Nobel” per spiegare ai nostri responsabili comunali che una cosa è installare un defibrillatore ed un’altra ringraziare chi lo ha messo a disposizione ?

Non era più logico mettere uno o altri più cartelli che ricordavano chi l’aveva donato, e seguire invece le indicazioni di chi ha maggiore conoscenza dell’organizzazione sportiva sul come e dove avrebbe dovuto essere collocato il defibrillatore ?

Ma l’Assessore Trevisiol cosa ci sta a fare se non capisce queste elementari cose ?

Defibrillatore 1

 Defibrillatore 2

 

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