POREC - Torneo Internazionale Basket 2016 - commento e foto
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Porec 2016 locandina 

13th POREC CHRISTMAS BASKETBALL TOURNAMENT

PARENZO 26-29/12/2016

Parafrasando la celebre canzone della “Mula de Parenzo”

I muli de Sandonà

i se ndai in trasferta

a far un torneo

e ciaparne in quantità.

Perché non cambié mestier !


I saltava e i rideva,

i fasea incazzar el coach

ma de canestri non i ghe ne fasea

Nianca se li gavessero slargai.

Perché non cambié mestier !

Per il quarto anno consecutivo una nostra formazione ha partecipato al prestigioso Torneo di Basket, ormai giunto alla sua 13a edizione, organizzato nell’amena cittadina istriana di Parenzo, ora terra croata dal nome Porec, ma che vanta antichissime origini romane e poi della dominazione veneziana.

L’originario borgo di mare è concentrato in una piccola penisola che si incunea nelle acque azzurre dell’adriatico, ricca di armoniose abitazioni e monumenti che l’hanno trasformato in un vero tesoro d’arte e di paesaggio.

Parenzo conta poco più di 15 mila abitanti, ed il suo territorio confina per oltre 30 km con la frastagliata costa centrale della penisola istriana, tra la foce del fiume Mirna e il promontorio di Fontane.

Di fronte alla costa emergono dalle acque dell’Adriatico numerosi piccoli isolotti, dei quali il principale è quello di San Nicola, proprio di fronte alla città, di cui ne protegge naturalmente il porto.

A sud del centro storico vi sono alcune profonde insenature, tra cui spiccano quelle di Plava e Zelena Laguna, attorniate da splendide pinete che si alternano sopra le colline ad ampi prati e fitte boscaglie.

Nel mezzo di questo paradiso naturale sono sorte nella seconda parte del secolo scorso modernissime strutture turistiche dotate di ogni comfort, ed attrezzate con un elevatissimo numero di impianti sportivi: calcio, tennis, piste per mountain bike, palestre, vela, sub, imbarcazioni da diporto, …… un vero paradiso per gli amanti delle vacanze in movimento.

La costa di Parenzo dista da Jesolo in linea d’aria circa 80 km, che diventano invece poco più di 200  per il percorso stradale, che corre lungo l’autostrada Venezia-Trieste per poi proseguire fino a Muggia, quindi un breve tratto tra le scure colline slovene, da Ankarano a Dragonia, ed infine attraversando l’altipiano istriano oltre il vallone del fiume Mirna, e poi scendendo al mare.

Le quattro giornate di gare sono cominciate subito dopo Natale, fin dalla prima mattinata di Santo Stefano, quando la comitiva si è radunata nel parcheggio del nostro “martoriato” (in confronto a ciò che troveremo poi a Parenzo) Palasport Barbazza.

Quest’anno la comitiva era composta esclusivamente da 14 atleti, di cui un paio solo in gita premio perché infortunati,  accompagnati dal coach Almacolle e dal presidente Ferrari, che da notizie assunte in ambienti del Vaticano,  sembra abbiano ricevuto assicurazione che le giornate trascorse nella trasferta saranno sicuramente loro riconosciute come  “indulgenze plenarie”.

I genitori di tutti i ragazzi erano stranamente felici al momento della partenza, nessuna lacrima nascosta per il distacco dai beneamati figlioli, anzi tutti mostravano ampi sorrisi che facevano piuttosto pensare alla pregustazione di godersi finalmente tre giornate di assoluto riposo senza ritrovarseli in casa.

Il viaggio è corso via veloce; dopo un’ora e mezza avevamo raggiunto il confine sloveno di Skofjie, effettuando una piccola sosta giusto per il tempo di fare il pieno alle auto ed il vuoto alle vesciche di quelli con minor tenuta. Quindi si proseguiva sulle stradine delle colline di Ankarano per evitare il pagamento della odiosa “vignetta”, raggiungendo dopo  meno di 30 km il confine croato di Dragonia; da qui si imboccava l’autostrada croata che ci portava rapidamente a Porec, dopo aver attraversato l’enorme viadotto sul vallone dove scorre il fiume Mirna.

Colline ammantate da verdi pinete ci hanno dato il benvenuto di Parenzo, tra le quali si nascondeva perfettamente mimetizzata la suggestiva “Zatika Arena”, il Palazzo dello Sport dove avremmo disputato tutte le nostre gare. Deviando a sud ancora qualche kilometro per raggiungere la baia di Zelena Laguna a sud del centro storico, lungo la strada passavamo accanto ad un ampio prato recintato affollato da una nutrita brigata di pecore e  donkeys, che ragliando e belando davano il benvenuto ai loro…… “relatives” italiani, in termini rigorosamente cestistici s’intende !

Il tempo di sistemarsi nelle camere all’hotel Laguna Istra e di consumare il pranzo, perché alle 14,15 già ci attendevano sul campo di Zatika 1 gli sloveni del Ljutomer, per bastonarci 76 a 16: non bene come inizio !

Partita contrassegnata fin da subito dalla nostra incapacità di far canestro, anche nelle situazioni più favorevoli, da cui è  seguito un risultato a dir poco imbarazzante. Ma siamo venuti qui per partecipare e fare esperienza, evviva il basket !

Fuori della palestra la giornata era favolosa, si sfiorava l’estate in pieno inverno, occasione buona per coach Almacolle per ordinare il  rientro in hotel by foot, 4 km per meditare sull’approccio in campo dimostrato nella prima gara.

Lungo la strada questa volta la compagnia di pecore e donkyes che ci aveva accolti alla mattina era scomparsa; forse, conosciuto il risultato, si erano nascosti anche loro per evitare ogni accostamento !

Il resto della giornata trascorreva in albergo, tra un po’ di riposo, la cena e qualche partita a carte, dove spopolava la coppia Jacopo-Stefano che metteva alle corde i mal assortiti Federico-Mattiater. Verso le 11 tutti a nanna, ma la nostra intelligence non ha voluto indagare più di tanto a quale ora si siano spente realmente le luci.

Il secondo giorno ci ha visti impegnati in ben due incontri: alle 9.15 contro i padovani del Roncaglia ed alle 16.45 contro gli emiliani della Titans Academy di Faenza.

Entrambe le partite si sono svolte nel campo di Zatika 2, i cui canestri evidentemente dovevano essere stati (?) …. leggermente allargati, perché siamo passati da una prestazione d’esordio di “palla senza fare mai canestro” ad una di “palla con un canestro ogni tanto”. Con Roncaglia abbiamo resistito un paio di tempi, cedendo nella seconda metà e finendo raddoppiati 60 a 32;  coi Titans invece siamo stati finalmente dignitosi, cedendo di misura 41 a 37, con in mano addirittura la palla del sorpasso ad una dozzina di secondi dalla fine, quando eravamo sotto di soli 2 punti.

Tra una partita e l’altra c’è stato il tempo di fare una salutare passeggiata in calzoncini corti e maglietta lungo la pineta di Zelena Laguna, fino al molo di fronte alle formiche, isolotti a ridosso della costa, da dove si ammira uno splendido panorama costiero fino al promontorio di Orsera, dietro il quale si apre il lungo fiordo del Canale di Leme.

Finalmente anche la macchina organizzativa del torneo, che nel primo giorno aveva dimostrato qualche falla (acqua fredda delle docce alla Zatika), aveva cominciato a funzionare, ed abbiamo trascorso il resto della giornata ad assistere a qualche altro incontro sia alla Zatika che alla palestra dell’Intersport sfruttando il servizio di navette.

Alla sera, sul tavolo verde del Laguna-Istra il doppio Fede-Mattiater continuava a farsi massacrare a scopone dalle volèes di Jacopo-Stefano.

La terza giornata ci vedeva impegnati solo nel pomeriggio per una sola partita. Ne approfittavamo per compiere in mattinata una gita turistica e culturale nel centro storico. Lunga passeggiata tra vicoli e banchine del borgo vecchio, quindi salita sul campanile del duomo per una magnifica vista panoramica della città e del porto, quindi visita ai resti romani e veneziani, in particolare ai magnifici mosaici che decorano l’interno della Basilica Eufrasiana.

Il morale della truppa era alto, ma in campo i risultati non arrivavano, e purtroppo si bissava la prestazione dell’esordio anche contro i francesi del BTP–SSLA (70-26).

L’ultimo giorno si sarebbe dovuto disputare solo un’unica gara di consolazione, incontrando nuovamente gli sloveni del Ljutamer, che a sorpresa erano stati eliminati proprio dai transalpini. Dimostrando scarsissima sportività i nostri avversari  non si sono però presentati in campo, facendoci così conseguire la prima vittoria per 20 a zero a tavolino ! La voglia di giocare dei ragazzi era comunque grande, ed allora abbiamo sostituito la gara ufficiale con una amichevole tra di noi, due squadre azzurri e bianchi in un sei contro sei finito in parità, o forse no, ma tutti si sono alquanto divertiti.

Quest’anno lo spirito di partecipazione ha prevalso nettamente sul fattore agonistico, d’altronde la minore età (eravamo la squadra più giovane nella categoria) ed il conseguente gap tecnico-fisico non poteva permetterci di fare molto di più.

I risultati sono mancati ma l’esperienza è stata sicuramente positiva con le giornate trascorse allegramente, e credo che tutti conserveranno un bellissimo ricordo dell’esperienza vissuta.

Poco dopo le 12 siamo ripartiti per casa, arrivando a San Donà verso le 15.

Ad accogliere la comitiva c’era nuovamente il nutrito gruppo di genitori  della partenza, questa volta non più sorridenti come quando ci avevano lasciato partire, probabilmente perché avevano capito che per loro le feste erano proprio finite !

GBF

20161226 122752

20161226 143850

20161226 144434

20161227 082003

20161227 090429

20161227 103505

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20161227 143057

20161228 105939

20161229 104148 

Torneo Motta di Livenza 2016 - REGOLAMENTO ELENCO GIRONI                                   Torneo Motta di Livenza 2016 - ORARI PARTITE CALENDARIO PARTITE


13th POREC CHRISTMAS BASKETBALL TOURNAMENT – PARENZO 26-29/12/2016

 

Parafrasando la celebre canzone della “Mula de Parenzo”

 

I muli de Sandonà

i se ndai in trasferta

a far un torneo

e ciaparne in quantità.

Perché non cambié mestier !

 

I saltava e i rideva,

i fasea incazzar el coach

ma de canestri non i ghe ne fasea

Nianca se li gavessero slargai.

Perché non cambié mestier !

 

Per il quarto anno consecutivo una nostra formazione ha partecipato al prestigioso Torneo di Basket, ormai giunto alla sua 13a edizione, organizzato nell’amena cittadina istriana di Parenzo, ora terra croata dal nome Porec, ma che vanta antichissime origini romane e poi della dominazione veneziana.

L’originario borgo di mare è concentrato in una piccola penisola che si incunea nelle acque azzurre dell’adriatico, ricca di armoniose abitazioni e monumenti che l’hanno trasformato in un vero tesoro d’arte e di paesaggio.

Parenzo conta poco più di 15 mila abitanti, ed il suo territorio confina per oltre 30 km con la frastagliata costa centrale della penisola istriana, tra la foce del fiume Mirna e il promontorio di Fontane.

Di fronte alla costa emergono dalle acque dell’Adriatico numerosi piccoli isolotti, dei quali il principale è quello di San Nicola, proprio di fronte alla città, di cui ne protegge naturalmente il porto.

A sud del centro storico vi sono alcune profonde insenature, tra cui spiccano quelle di Plava e Zelena Laguna, attorniate da splendide pinete che si alternano sopra le colline ad ampi prati e fitte boscaglie.

Nel mezzo di questo paradiso naturale sono sorte nella seconda parte del secolo scorso modernissime strutture turistiche dotate di ogni comfort, ed attrezzate con un elevatissimo numero di impianti sportivi: calcio, tennis, piste per mountain bike, palestre, vela, sub, imbarcazioni da diporto, …… un vero paradiso per gli amanti delle vacanze in movimento.

La costa di Parenzo dista da Jesolo in linea d’aria circa 80 km, che diventano invece poco più di 200  per il percorso stradale, che corre lungo l’autostrada Venezia-Trieste per poi proseguire fino a Muggia, quindi un breve tratto tra le scure colline slovene, da Ankarano a Dragonia, ed infine attraversando l’altipiano istriano oltre il vallone del fiume Mirna, e poi scendendo al mare.

Le quattro giornate di gare sono cominciate subito dopo Natale, fin dalla prima mattinata di Santo Stefano, quando la comitiva si è radunata nel parcheggio del nostro “martoriato” (in confronto a ciò che troveremo poi a Parenzo) Palasport Barbazza.

Quest’anno la comitiva era composta esclusivamente da 14 atleti, di cui un paio solo in gita premio perché infortunati,  accompagnati dal coach Almacolle e dal presidente Ferrari, che da notizie assunte in ambienti del Vaticano,  sembra abbiano ricevuto assicurazione che le giornate trascorse nella trasferta saranno sicuramente loro riconosciute come  “indulgenze plenarie”.

I genitori di tutti i ragazzi erano stranamente felici al momento della partenza, nessuna lacrima nascosta per il distacco dai beneamati figlioli, anzi tutti mostravano ampi sorrisi che facevano piuttosto pensare alla pregustazione di godersi finalmente tre giornate di assoluto riposo senza ritrovarseli in casa.

Il viaggio è corso via veloce; dopo un’ora e mezza avevamo raggiunto il confine sloveno di Skofjie, effettuando una piccola sosta giusto per il tempo di fare il pieno alle auto ed il vuoto alle vesciche di quelli con minor tenuta. Quindi si proseguiva sulle stradine delle colline di Ankarano per evitare il pagamento della odiosa “vignetta”, raggiungendo dopo  meno di 30 km il confine croato di Dragonia; da qui si imboccava l’autostrada croata che ci portava rapidamente a Porec, dopo aver attraversato l’enorme viadotto sul vallone dove scorre il fiume Mirna.

Colline ammantate da verdi pinete ci hanno dato il benvenuto di Parenzo, tra le quali si nascondeva perfettamente mimetizzata la suggestiva “Zatika Arena”, il Palazzo dello Sport dove avremmo disputato tutte le nostre gare. Deviando a sud ancora qualche kilometro per raggiungere la baia di Zelena Laguna a sud del centro storico, lungo la strada passavamo accanto ad un ampio prato recintato affollato da una nutrita brigata di pecore e  donkeys, che ragliando e belando davano il benvenuto ai loro…… “relatives” italiani, in termini rigorosamente cestistici s’intende !

Il tempo di sistemarsi nelle camere all’hotel Laguna Istra e di consumare il pranzo, perché alle 14,15 già ci attendevano sul campo di Zatika 1 gli sloveni del Ljutomer, per bastonarci 76 a 16: non bene come inizio !

Partita contrassegnata fin da subito dalla nostra incapacità di far canestro, anche nelle situazioni più favorevoli, da cui è  seguito un risultato a dir poco imbarazzante. Ma siamo venuti qui per partecipare e fare esperienza, evviva il basket !

Fuori della palestra la giornata era favolosa, si sfiorava l’estate in pieno inverno, occasione buona per coach Almacolle per ordinare il  rientro in hotel by foot, 4 km per meditare sull’approccio in campo dimostrato nella prima gara.

Lungo la strada questa volta la compagnia di pecore e donkyes che ci aveva accolti alla mattina era scomparsa; forse, conosciuto il risultato, si erano nascosti anche loro per evitare ogni accostamento !

Il resto della giornata trascorreva in albergo, tra un po’ di riposo, la cena e qualche partita a carte, dove spopolava la coppia Jacopo-Stefano che metteva alle corde i mal assortiti Federico-Mattiater. Verso le 11 tutti a nanna, ma la nostra intelligence non ha voluto indagare più di tanto a quale ora si siano spente realmente le luci.

Il secondo giorno ci ha visti impegnati in ben due incontri: alle 9.15 contro i padovani del Roncaglia ed alle 16.45 contro gli emiliani della Titans Academy di Faenza.

Entrambe le partite si sono svolte nel campo di Zatika 2, i cui canestri evidentemente dovevano essere stati (?) …. leggermente allargati, perché siamo passati da una prestazione d’esordio di “palla senza fare mai canestro” ad una di “palla con un canestro ogni tanto”. Con Roncaglia abbiamo resistito un paio di tempi, cedendo nella seconda metà e finendo raddoppiati 60 a 32;  coi Titans invece siamo stati finalmente dignitosi, cedendo di misura 41 a 37, con in mano addirittura la palla del sorpasso ad una dozzina di secondi dalla fine, quando eravamo sotto di soli 2 punti.

Tra una partita e l’altra c’è stato il tempo di fare una salutare passeggiata in calzoncini corti e maglietta lungo la pineta di Zelena Laguna, fino al molo di fronte alle formiche, isolotti a ridosso della costa, da dove si ammira uno splendido panorama costiero fino al promontorio di Orsera, dietro il quale si apre il lungo fiordo del Canale di Leme.

Finalmente anche la macchina organizzativa del torneo, che nel primo giorno aveva dimostrato qualche falla (acqua fredda delle docce alla Zatika), aveva cominciato a funzionare, ed abbiamo trascorso il resto della giornata ad assistere a qualche altro incontro sia alla Zatika che alla palestra dell’Intersport sfruttando il servizio di navette.

Alla sera, sul tavolo verde del Laguna-Istra il doppio Fede-Mattiater continuava a farsi massacrare a scopone dalle volèes di Jacopo-Stefano.

La terza giornata ci vedeva impegnati solo nel pomeriggio per una sola partita. Ne approfittavamo per compiere in mattinata una gita turistica e culturale nel centro storico. Lunga passeggiata tra vicoli e banchine del borgo vecchio, quindi salita sul campanile del duomo per una magnifica vista panoramica della città e del porto, quindi visita ai resti romani e veneziani, in particolare ai magnifici mosaici che decorano l’interno della Basilica Eufrasiana.

Il morale della truppa era alto, ma in campo i risultati non arrivavano, e purtroppo si bissava la prestazione dell’esordio anche contro i francesi del BTP–SSLA (70-26).

L’ultimo giorno si sarebbe dovuto disputare solo un’unica gara di consolazione, incontrando nuovamente gli sloveni del Ljutamer, che a sorpresa erano stati eliminati proprio dai transalpini. Dimostrando scarsissima sportività i nostri avversari  non si sono però presentati in campo, facendoci così conseguire la prima vittoria per 20 a zero a tavolino ! La voglia di giocare dei ragazzi era comunque grande, ed allora abbiamo sostituito la gara ufficiale con una amichevole tra di noi, due squadre azzurri e bianchi in un sei contro sei finito in parità, o forse no, ma tutti si sono alquanto divertiti.

Quest’anno lo spirito di partecipazione ha prevalso nettamente sul fattore agonistico, d’altronde la minore età (eravamo la squadra più giovane nella categoria) ed il conseguente gap tecnico-fisico non poteva permetterci di fare molto di più.

I risultati sono mancati ma l’esperienza è stata sicuramente positiva con le giornate trascorse allegramente, e credo che tutti conserveranno un bellissimo ricordo dell’esperienza vissuta.

Poco dopo le 12 siamo ripartiti per casa, arrivando a San Donà verso le 15.

Ad accogliere la comitiva c’era nuovamente il nutrito gruppo di genitori  della partenza, questa volta non più sorridenti come quando ci avevano lasciato partire, probabilmente perché avevano capito che per loro le feste erano proprio finite !

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