Harlem Globetrotters
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Domenica 27 Aprile 2014 21:03
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GLI

HARLEM GLOBETROTTERS

A JESOLO IL 30 APRILE 2014

QUANDO LE “STELLE” GIOCARONO SOTTO LE “STELLE” ! 

Bandiera-IngleseENGLISH VERSION AT THE PAGE BOTTOM

Harlem Globetrotters Cortina 22-07-1958 - foto 11

Harlem Globetrotters - Cortina d'Ampezzo 22-07-1958

(foto Ghedina) by courtesy of: Giambattista Ferrari

Gli Harlem Globetrotters si possono definire a pieno titolo l’icona della pallacanestro mondiale. Da quando sono stati fondati da Abe Saperstein nel lontano 1927, i “giramondo” di New York hanno rappresentato la pallacanestro in tutti gli angoli del pianeta, costituendo un vero mito che si è profondamente radicato in ogni sportivo.
Sono passate molte generazioni, ma tutte sono cresciute col sogno di incontrarli, e non c’è appassionato sportivo che, almeno una volta nella propria vita, non abbia provato il desiderio di essere spettatore di un loro incontro, quasi come per un mussulmano si trattasse di compiere un viaggio alla Mecca. Vederli giocare non è proprio assistere ad una partita agonistica, ma piuttosto ad uno spettacolo di destrezza e di prestigio per le autentiche magie che riescono a compiere con la palla in mano, veri maestri della comicità unita all’atletismo.
Il prossimo 30 aprile saranno nuovamente ospiti a Jesolo Lido, la seconda volta per la nostra rinomata località balneare, dopo il grande successo che incontrarono sette anni fa, nel 2007, quando riempirono il Pala-Congressi con oltre 4000 spettatori ed ebbi il piacere di collaborare nell’organizzazione.
Il feeling degli Harlem col Veneto dura da molto tempo e diverse sono state le località dove si sono esibiti.
Di solito si propongono in moderni e capienti palazzi dello sport, sotto le luci dei riflettori, ma pochissimi sanno o forse ricordano che una volta, 56 anni fa, nel lontano 1958, durante una delle loro prime tournée italiane, furono ospiti nella nostra regione, che allora di impianti sportivi coperti adeguati non ne disponeva nessuno, quando da noi il basket era preistoria ed al più alto livello si giocava in qualche chiesa sconsacrata (Misericordia a Venezia) o nei capannoni di qualche Fiera.
Per quell’evento fu scelto come palcoscenico lo scenario impareggiabile dello Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, all’epoca l’unico impianto di livello mondiale esistente nella regione, realizzato per i Giochi Olimpici invernali di appena due anni prima, ma, ahimè, non propriamente adatto al basket. Lo stadio cortinese, infatti, era scoperto, cosa per cui, in via eccezionale, per una volta le indiscusse “stars” della pallacanestro mondiale dovettero esibirsi sotto le “stelle” del cielo della splendida conca ampezzana, in una piuttosto fresca serata di fine luglio (22-07-1958).
Sono riuscito a recuperare alcune immagini di quell’evento, molto seguito nell’occasione,  grazie alla collaborazione del responsabile delle manifestazioni del Pala-ghiaccio di Cortina signor Colli e della storica Foto Ghedina che le conservava nel proprio archivio. Ma posso parlarne anche in prima persona essendovi stato testimone diretto, avendo avuto l’opportunità di assistere all’esibizione, in quanto il gruppo degli Harlem era giunto nel cuore delle Dolomiti con un autobus della ditta di mio padre (FAP Autoservizi Vittoria spa) e potei beneficiare di qualche biglietto omaggio. Nonostante il basket fosse ancora poco conosciuto e praticato in Italia, la fama degli Harlem si era già diffusa, e poterli vedere dal vivo destò un enorme interesse e successo.
Lo stadio cortinese era esaurito in ogni ordine di posto e l’impareggiabile destrezza dei campioni americani catturò per quasi due ore l’attenzione e la meraviglia degli spettatori. Ricordo il fascino delle loro divise sgargianti, fatte in raso, con ricamato in rilievo il loro nome e svariate stelle, tutto colorato in rosso, bianco e azzurro, che luccicavano quasi fossero luci al neon. Era stato installato un ampio parquet sopra il ghiaccio, proprio in mezzo alla pista di pattinaggio, dove si svolse l’esibizione. Fatto curioso, venivano particolarmente apprezzate le situazioni di quando il pallone rotolava sulla pista ghiacciata e doveva essere recuperato. Infatti, i Globetrotters si dimostrarono dei fuori classe non solo per la destrezza nel ball handling, il trattamento della palla, ma anche per le doti di equilibrismo per recuperarla, scivolando magistralmente con le scarpe da ginnastica sul ghiaccio.
Tra di loro, oltre ai leggendari “Goose” Tatum e “Meadowlark” Lemon, ce n’era uno che, giovanissimo, esordiva proprio in quell’occasione nella squadra e sarebbe poi diventato negli anni a seguire uno dei miti della pallacanestro mondiale, uno dei più grandi realizzatori di tutti i tempi: Wilt Chamberlain, “The Stilt” (il Trampoliere),  2,17 metri d’altezza, mister 100 punti in una sola partita della NBA del 1962 contro i New York Kniks, l’atleta che gli avversarsi, per affrontarlo, si allenavano usando delle racchette da tennis per alzare la parabola del loro tiro, onde evitare in gara i suoi lunghissimi tentacoli che stoppavano ogni tentativo a canestro.
Un vero gigante del basket tra le vette delle Dolomiti !
E’ trascorso più di mezzo secolo, ma per i più grandi, come per i più piccoli, gli Harlem Globetrotters restano sempre “unici” ed uno spettacolo da non perdere.

Giambattista Ferrari 

Harlem Globetrotters Cortina 22-07-1958 - foto 12 Harlem Globetrotters Cortina 23-07-1958 - foto 13 Harlem Globetrotters Cortina 23-07-1958 - foto 14 Harlem Globetrotters Cortina 23-07-1958 - foto 15 

Harlem Globetrotters - Cortina d'Ampezzo 22-07-1958

(foto Ghedina) by courtesy of: Gianbattista Ferrari


HARLEM GLOBETROTTERS - Biography

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ENGLISH VERSION

HARLEM GLOBETROTTERS

 JESOLO APRIL 30th 2014

WHEN THE “STARS”  OF BASKETBALL PLAYED UNDER THE STARS OF THE  DOLOMITES !

The Harlem Globetrotters can define the title of “icons of world basketball” . From the time they were founded by Abe Saperstein in 1927, New York's "giramondo" represented basketball on all reaches of the planet, creating a legend that is deeply rooted in all sports. Many generations have passed, but all have grown up with the dream of meeting them.  There is no passionate sportsman who, at least once in his own life, has not felt the desire to be a spectator at one of their events-- it is indeed a “Mecca” and on the “bucket list” for sports fans.  Watching them is not an exact replica of a competition game, but rather a show of dexterity and genius of the authentic magic they can accomplish with the ball in their hands, true masters of comedy combined with athletics.
This coming April 30th they will again be our guests in Lido di Jesolo-- the second time for our renowned seaside resort, after the great success they found seven years ago in 2007.  They filled the Pala-Congressi with over 4000 spectators that had the pleasure of collaborating.
Harlem GB’s  ties with Veneto are rooted in decades and the multiple venues where they have performed.  While they usually come to modern large sports complexes under the "big light",  very few know or perhaps recall that 56 years ago, in 1958, during one of their first Italian tours, they were guests in our region when no suitable sports facilities were available, when our basketball was “prehistoric” and the highest level was played at churches (Misericordia in Venice) or in barns at some Fair.   For this event, the unmistakable scene of the Olympic Ice Stadium in Cortina d'Ampezzo, at that time the only world-class venue in the region,  made for the Winter Olympics just two years before, was chosen as the venue.  Although, alas, not completely suitable for basketball, the Cortina stadium poetically exposed the undisputed "stars" of world basketball having them perform “under the stars” of the beautiful Ampezzo basin, on chilly late-July evening.
I managed to retrieve some images of that event, with the collaboration of the head of the events of the Pala-Ice of Cortina, Mr. Colli and from the historic Ghedina Photo that kept them in their archives. However, I can also talk to you personally as a direct witness, having had the opportunity to attend the show. The Harlem group had come to the heart of the Dolomites with a bus from my father's firm (FAP Autoservizi Vittoria spa) and I was able to get some complimentary tickets. Although basketball was still little known and practiced in Italy, Harlem's fame had already widened, and seeing them live aroused enormous interest and success.
While, the Cortina stadium lacked in all aspects as a venue, the unmatched dexterity of American champions captured the attention and wonder of the spectators for almost two hours. I remember the glamor of their glittering uniforms, satin, embroidered with their name and various stars, all colored in red, white and blue, shimmering almost like neon lights. There was a large parquet floor over the ice, placed in the middle of the skating rink where “the show” took place. A curious fact, that was most appreciated when the ball rolled out over the ice track and had to be retrieved.   The Globetrotters demonstrated their above class skills, infact, not only for dexterity in ball handling, ball treatment, but also for their balancing skills, gliding majestically on the ice with basketball shoes, retreiving the ball.
Among the Trotters, in addition to the legendary "Goose" Tatum and "Meadowlark" Lemon, there was one, very young starter, on that occasion with the team- later to become one of the myths of world basketball, Wilt “The Stilt" Chamberlain, (aka The Tramp), 2.17 meters high, maker of 100 points in a single NBA game against New York Kniks 1962.  The athletes who were to to face him,  trained by using tennis rackets to raise the arc of their shot, to avoid the reach of the long tentacles that thwarted all attempts at the basket.  A ture giant of the court among the peaks of the Dolomittes.
It's been more than half a century---- for the old timers just like the youngest, the Harlem Globetrotters are always "unique" and a spectacle not to miss.

Giambattista Ferrari  

 






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